Presentazione piano diritto allo studio

diritto allo studio

Per presentare il piano per il prossimo anno scolastico partirei dalla fine, cioè dall’allegato 3 il riepilogo finanziario, perché, vedete, un conto sono le parole, un conto i fatti; la coerenza amministrativa non è solo fare in modo che parole e fatti coincidano, che le scelte operative attuino il programma con cui il sindaco è stato eletto, ma soprattutto, e strategicamente, la coerenza amministrativa è quella che non adduce alle criticità del momento le scelte, ma all’interno delle criticità salvaguarda gli indirizzi strategici per il bene della città e dei suoi abitanti.
Ecco allora che su un bilancio di 47 milioni, a fronte di un prelievo dello stato pari a 11 milioni, l’amministrazione Leso mantiene inalterata la spesa per l’istruzione, 2.336.909 euro per il prossimo anno, a fronte di 2.406.623 euro per l’anno appena concluso, con una differenza di circa 70000 euro che in realtà sono dovuti a risparmi nella spesa,grazie ad una razionalizzazione dei servizi e dei contributi.
In primis la
gara d’appalto recentemente esperita, proseguendo il processo di ricalibratura complessiva del servizio -avviato lo scorso anno -, ha restituito un progetto di gestione del Pedibus che consentirà di contenerne ulteriormente le spese e di garantire nel contempo l’assetto organizzativo precedente. Va inoltre sottolineato che questa nuova gestione, grazie ad un progetto di servizio integrato con le scuole ed alcune associazioni del territorio presentato dalla cooperativa aggiudicatrice della gara per i servizi legati all’assistenza scolastica, va nella direzione della promozione e del rinforzo di una rete collaborativa cui partecipano sia associazioni, sia singoli (alcuni genitori ad esempio), in un processo partecipativo che ha numerosi esempi con questa Amministrazione. Penso, per restare nell’ambito di mia competenza, all’affido leggero con “una famiglia in più”, alle collaborazioni intergenerazionali attivate al “venti giovani”, alla preziosa opera dei rappresentanti dei genitori, che affianca l’operato degli uffici nel monitoraggio e nel controllo dei servizi.

Ma veniamo alle direttrici di questo piano, che in modo rapido e sintetico così indicherei:

  1. Un piano dalla parte delle famiglie

  2. Un piano dalla parte delle scuole

  3. Un piano risorsa per la comunità

Un piano dalla parte delle famiglie

Conoscete già i servizi dalla mensa, al trasporto, al prescuola e post scuola, né è mia intenzione soffermarmi sui numeri, basti pensare ai 1600 pasti al giorno erogati nei giorni di piena frequenza, per avere un’idea della complessità della gestione.

La maggior parte delle famiglie utilizza i servizi ed effettua i pagamenti con correttezza e puntualità, a loro va il ringraziamento e proprio perché si tratta di una maggioranza virtuosa si è deciso di sostenerla, ad esempio prevedendo la possibilità di effettuare in due modalità i pagamenti dei servizi di trasporto scolastico, tempo prolungato e anticipato. Come già sperimentato coi CAG , viene introdotta anche per questi servizi la possibilità del pagamento in due rate, in questo caso si ha un risparmio dei costi, che risultano leggermente aumentati se viene scelta la modalità di pagamento mensile. Attraverso poi la possibilità di accredito tramite RID si ritiene di venir incontro alle esigenze di semplificazione. Inoltre da quest’anno le iscrizioni ai servizi si ritengono valide per l’intero ciclo scolastico di riferimento ( materna, elementari, medie). Anche questa è una piccola novità, che va nell’ottica di rendere alle famiglie un servizio sempre più facilitato .Anche il fatto di aver previsto una “fuori fascia” per i non residenti va nel segno di recuperare risorse affinché non ricadano sui nostri cittadini costi per implementazione dei servizi per l’alto numero di non residenti iscritti soprattutto nell’IC1.

Attraverso il prescuola ed il postscuola, ma anche mediante l’integrazione con i servizi socio educativi, penso non solo al CAG, ma anche al Punto giovani, per tutta la durata dell’anno scolastico è possibile garantire dalle 7.30 alle 18 /19 dei servizi educativi di riferimento. Questi servizi non sono solo funzionali alle esigenze organizzative delle famiglie o alla necessità di doposcuola, ma diventano autentici strumenti di inclusione e di sostegno per bambini,ma anche per le famiglie, occasioni di socialità, presìdi di comunità. Il ringraziamento va agli operatori, agli educatori,ma anche ai giovani volontari che, come detto prima contribuiscono alla costruzione di questa rete relazionale su cui poggia la nostra comunità

Si riconferma, potenziata, la scelta del sostegno alle famiglie tramite il buono scuola comunale che passa a 25.000 euro di stanziamento. Strategica è questa scelta, poiché laddove comuni, anche vicini, tagliano i servizi, il comune di Desenzano, in un’ottica sussidiaria,non polemica, si fa carico di venir incontro alle sue famiglie penalizzate dalla gestione della Dote scuola regionale. Lo stanziamento è ampliato, perché quello dello scorso anno, che è stato poi integrato, si è rivelato insufficiente e di nuovo il rischio sarebbe quello di intervenire solo sulla prima fascia ISEE, senz’altro la più indigente e bisognosa,ma proprio per questo spesso destinataria anche di altre agevolazioni (basti pensare il costo del pasto in mensa a 1,5 euro). Intervenire anche sulle altre fasce significa riconoscere,nel momento di crisi, un aiuto alle famiglie, una vicinanza.
C’è poi tutto il capitolo dell’inclusione scolastica, le 924 ore di assistenza garantite dal comune per 45 alunni sui 162 disabili che frequentano le nostre scuole. Ne parlo qui, perché alcuni comuni hanno scelto di fare pagare alle famiglie parte di queste ore . La nostra amministrazione ha deciso una strada diversa: quella di una maggiore attenzione nel controllo delle risorse assegnate che vanno a integrarsi con quelle dell’insegnante di sostegno e quella della promozione della progettualità al fine anche del reperimento di ulteriori risorse,non solo economiche. Con soddisfazione posso dire che il progetto “Trasversalmente” volto a fornire un ulteriore sostegno professionale ai ragazzi con bisogni educativi speciali, ha ricevuto un finanziamento di 10.500 euro da parte della fondazione Comunità Bresciana.
Per le famiglie di questi bambini, non solo di quelli disabili, ma anche di quelli bisognosi di particolari attenzioni educative e didattiche, è importante il sostegno dell’amministrazione comunale, che facilita la frequenza scolastica anche attraverso l’acquisto di ausili e sussidi.

Da ultimo anche al borsa di studio Durighello vuole essere un segno di attenzione verso i nostri giovani meritevoli e un sostegno alle loro famiglie.

Prima di passare alla seconda direttrice del piano, vorrei proporre una riflessione sulla mensa scolastica. Quando si parla di mensa, si sottolinea il valore educativo del momento della consumazione del pranzo a scuola, ma, secondo me, bisognerebbe cogliere anche la valenza di protezione sociale e il contributo al conseguimento del successo formativo che caratterizzano la mensa scolastica. Sono questi obiettivi che si raggiungono se l’amministrazione, come nel caso di Desenzano, decide di mantenere bassi i costi del pasto, così da permettere alla quasi totalità degli alunni di usufruire della refezione scolastica. Non dimentichiamo che l’alimentazione scolastica è un tipo di assistenza sociale. Grazie ai regolari pasti offerti ai bambini, i bambini vengono incoraggiati ad andare a scuola, migliora la loro concentrazione e vengono garantiti buoni livelli di nutrizione.

La politica tariffaria di contenimento dei costi del pasto permette che tutti i bambini usufruiscano della mensa ed evita ciò che avviene in altri comuni, e cioè che i genitori ritirino i loro figli dalla mensa e non li mandino a scuola (penso soprattutto alla scuola dell’infanzia dove abbiamo sul territorio riduzione di iscrizioni e di sezioni).

Attraverso questa politica di contenimento dei costi per le famiglie, si investe sul futuro dei nostri bambini attuando un programma che definirei di protezione sociale.

Inoltre, ma per un amministratore pubblico non è un aspetto secondario, si realizza il mandato costituzionale per cui, perché davvero la scuola sia aperta a tutti, occorre che siano rimossi gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.


Un piano dalla parte delle scuole

Oltre agli interventi relativi alla manutenzione degli edifici scolastici, alle spese varie d’ufficio e per l’arredamento (con uno stanziamento di circa 45.000 euro- 32.400 euro per i beni di facile consumo, 8.000 euro per acquisti arredi, 5.500 per ausili per alunni disabili), l’amministrazione sostiene l’offerta formativa delle scuole attraverso un contributo ordinario per la realizzazione del POF.
A questo proposito sono necessarie due precisazioni.
La scelta dell’amministrazione è stata quella di alzare il contributo ordinario rispetto allo scorso anno che passa da 43 a 48 euro circa procapite per alunno residente. A numeri pressoché invariati di alunni residenti, ciò porta all’Istituto Comprensivo 1 66.144 euro di contributo rispetto ai 63.222 dello scorso anno, e all’Istituto Comprensivo 2 41.040 euro rispetto ai 39.408. Questo significa lasciare alle scuole la responsabilità delle scelte progettuali, dando indicazioni precise di priorità.
Anche per questo motivo, l’amministrazione ha ritenuto necessario non rifinanziare più progetti straordinari, che dopo più di 10 anni hanno contribuito alla formazione ed alla diffusione di pratiche ormai consolidate nei nostri due comprensivi che eccellono per l’attenzione e la didattica inclusiva verso gli alunni portatori di bisogni educativi speciali.
In realtà poi l’aumento del contributo ordinario, il finanziamento al progetto destinato proprio a queste categorie di alunni, fanno sì che tale “taglio” sia di molto ridotto, infatti si tratta di 10.000 euro in meno (faccio presente che l’intervento per le scuole si aggira su 327.400 euro a loro destinati per progetti e acquisti vari ).
Vorrei anche dire che sempre in un’ottica sussidiaria e di effettivo sostegno alla programmazione dell’offerta, si apre da quest’anno anche per le scuole della nostra regione la possibilità di accedere ai fondi strutturali europei, i PON per la Scuola, ed è già uscito il primo di essi che riguarda gli interventi infrastrutturali per l’innovazione tecnologica e per l’apprendimento delle competenze chiave.
Ciò prefigura un’evoluzione fondamentale anche del ruolo dell’ente locale, che pur sempre nell’adempimento delle sue competenze, previste dalla legge 112/98, dovrà indirizzarsi verso un’azione di sostegno alle scuole in fase di coprogettazione, anziché essere visto meramente come un erogatore di contributi.
La seconda precisazione riguarda la popolazione scolastica dei nostri due comprensivi.
Avendo la possibilità, per lavoro, di avere un osservatorio un po’ più ampio, confermo quello che come mamma avevo già sperimentato, cioè la validità dell’offerta delle nostre scuole, pur nella necessaria diversità. Ciò è dimostrato anche dal “potere” attrattivo che le nostre scuole hanno verso alunni non residenti (soprattutto il Comprensivo 1) . Se questo da un lato viene a colmare la riduzione della natalità, come avete potuto vedere dai dati di anagrafe, dall’altro crea esigenze (di spazi, di arredi, di servizi) che determinano spese i cui costi, ma anche in parte i disagi, ricadono sulla comunità desenzanese. Per questo motivo la politica dell’amministrazione Leso è quella di cercare un punto di equilibrio tra le legittime scelte delle famiglie, le aspettative di organico delle scuole e le necessità di tutelare gli interessi della propria comunità. Di qui il bisogno che venga rispettata la deliberazione di giunta comunale del 2014 che fissa il numero massimo di alunni accoglibili e che verrà riprecisata alle scuole prima della nuova fase di iscrizione per il prossimo anno scolastico.

Da ultimo, e mi avvio verso la terza direttrice, vorrei proporre una riflessione sul problema degli alunni che si iscrivono fuori bacino. Pur rispettando le legittime scelte delle famiglie, faccio presente come questo fenomeno sia un segno della perdita di un’identità comunitaria che vedeva proprio nella scuola, soprattutto in quella dei più piccoli che è quella di prossimità, un elemento fondamentale per la crescita sociale e delle relazioni all’interno di una comunità definita. A questo ora si sostituisce una logica più che liberista, consumista, per cui iscrivo mio figlio alla scuola che preferisco,ma poi pretendo, e vi assicuro che in molti casi è così, che l’amministrazione mi offra tutti i servizi affinché questa mia scelta sia comoda.
Fare riferimento ai bacini, vuol dire costruire quel reticolo di relazioni che nasce dalla condivisione dell’esperienza all’interno di un ambito territoriale, poiché si creano quei rapporti di vicinato, per cui è possibile, in casi di bisogno, avere un supporto amicale. Da alcuni anni le scuole stanno cercando di offrire tempi scuola che vadano incontro alle esigenze delle famiglie e che siano simili tra i due comprensivi, ma nonostante questo ed i buoni risultati si assiste ad uno sbilanciamento nelle iscrizioni.

Un piano risorsa per la comunità

In questi anni, si è avviato riguardo al piano anche un’altra direttrice di marcia, grazie alla gestione unitaria dei servizi socioeducativi ed alla buona collaborazione tra Assessorati, per cui la scuola è avvertita come parte di quel giacimento culturale , risorsa per la città.

Ecco allora come nel piano si trovino le direzioni di questo scambio. Vado sinteticamente per punti:

Diventa più strategica la collaborazione con l’assessorato all’ecologia, affinché si passi da iniziative celebrative di giornate a percorsi progettuali che sostengano scelte educative. Nel campo dell’educazione alimentare, oltre a progetti realizzati col supporto della ditta appaltatrice del servizio, penso all’estensione del self service, che se possibile verrà introdotto in tutte le mense delle elementari come modalità di consumare il pasto così da evitare lo spreco alimentare, oppure all’iniziativa seminare il futuro o ancora alle scuole protagoniste del festival dell’agricultura,coi loro progetti, alcuni dei quali premiati all’EXPO. La volontà è quella che il ben fare, il bel progettare delle scuole non rimanga chiuso all’interno dei plessi,restituito al limite ai genitori attraverso i saggi di fine anno,ma divenga un’occasione di riconoscimento e di riconoscenza a livello cittadino.

Nella stessa direzione è andata con successo la prima edizione del Tetrameron: la scuola, il castello, la piazza, la proposta culturale a tutto campo del liceo, che verrà riproposta.

Continua poi il percorso di educazione alla cittadinanza attraverso “l’adozione delle feste nazionali” da parte delle scuole. Così come l’esperienza del viaggio della memoria, si tratta di un passaggio di testimone ai nostri più giovani concittadini, affinché i valori fondanti la nostra repubblica e la nostra democrazia “escano” da una dimensione libresca, scolastica e acquisiscano il sapore di un’esperienza di grande impatto come la vista ai campi di sterminio, o di impegno per la città, come la collaborazione alla realizzazione della festa cittadina. A proposito di quest’ultima voglio ricordare il valore aggiunto dell’intervento della banda cittadina nelle classi quarte della scuola primaria, non si tratta tanto di un intervento di educazione musicale, che potrebbe essere altrettanto bene realizzato dalle stesse insegnanti,ma della realizzazione di un percorso di educazione civica, La banda da più di cent’anni rende un servizio alla comunità, non solo come mezzo di diffusione della cultura musicale, come offerta gratuita di ascolto, come espressione di volontariato culturale, ma svolge soprattutto un ruolo ben preciso di “accompagnamento” alle manifestazioni di carattere religioso, patriottico. Partecipare con la banda alle celebrazioni per le feste nazionali, per i bambini significa prendere contatto con questa benemerita associazione ed entrare a far parte di eventi che accompagnano la vita comunitaria.

Da ultimo l’attenzione alla dimensione europea è ancora una volta espressa dalla interazione con il comitato gemellaggi. Il progetto di quest’anno nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di celebrare il 70° anniversario della nascita della Repubblica Italiana ed insieme, proprio a partire dall’art. 1 della nostra Costituzione, di porre uno sguardo sullo scambio di esperienze dei nostri giovani che studiano ormai in contesti formativi che promuovono e privilegiano la conoscenza e interazione con il mercato del lavoro. Da qui la proposta di un confronto tra studenti delle Città gemellate sulle modalità in cui i sistemi scolastici attuano l’alternanza scuola- lavoro che coinvolgerà gli istituti superiori della città e che si concluderà con un convegno sul tema Quale scuola per quale lavoro? Sistemi di alternanza scuola lavoro a confronto

In conclusione vorrei ringraziare tutti coloro i quali partecipano alla stesura del piano e contribuiscono alla sua realizzazione. Il piano è uno strumento partecipato anche per i molteplici passaggi prima di quello consiliare: la consulta di piano, la prima commissione, la commissione pari opportunità, la consulta giovani, quest’anno poi, per la parte riguardante le tariffe, è stato fatto anche un incontro coi rappresentanti dei genitori della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Voglio anche ricordare le riunioni con la commissione mensa, gli incontri con i docenti e, per le superiori , anche i ragazzi, per l’organizzazione del viaggio della memoria e per la sua restituzione o per la realizzazione delle feste nazionali.

Un particolare ringraziamento va al personale dell’ufficio Istruzione , dalla responsabile signora Tiveron, alle impiegate, agli autisti, e a quello dei servizi socioeducativi ed alla dirigente dottoressa Finazzi per la capacità di far fronte alla crescente complessità dell’area e della sua utenza, con una professionalità competente e generosa.

Cons. Maria Vittoria Papa,
Incaricata dal Sindaco per le Politiche Socio-Educative

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