Perchè voto sì – Silvia Colasanti

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Finora non mi sono espressamente dichiarata sulla mia decisione circa il mio voto al referendum costituzionale perché è un argomento troppo importante per potermi permettere di non approfondire il più possibile.
All’inizio ero quasi sicura di votare NO, sull’onda anche delle posizioni assunte da personaggi che ho sempre stimato, ma ho da subito anche pensato che la partita fosse troppo importante per fermarmi a un gradino così superficiale e ho intrapreso un percorso tutto mio, in silenzio, lungo e travagliato, che mi è costato anche importanti rapporti personali, segno di quanto questa partita sia purtroppo divisiva.

Ho cercato di rimanere con la mente il più possibile libera da qualsiasi pregiudizio e di ottenere spiegazioni giuridiche, pensando fossero le più neutre, ma mi sono accorta che, da una parte, mi era impossibile approfondire a causa della specificità della materia, così lontana dal mio sapere, dall’altra che tutte le spiegazioni contenevano sempre e comunque giudizi personali dei miei interlocutori.
Mi sembrava una impresa impossibile finché ho deciso di basarmi sulle persone, di vedere cosa facevano quelle di cui maggiormente mi fido e di approfondire le loro ragioni per il no o per il sì. Ho cercato le persone che durante la loro vita sono state sempre coerenti nella difesa della libertà e della democrazia, e che anche in questo momento sono rimaste coerenti nelle loro azioni.

E man mano mi sono accorta che le ragioni del no si affievolivano sempre di più, spariva la paura della deriva antidemocratica paventata da alcuni per prevalere la convinzione della necessità di immetterci in un processo di cambiamento che è ormai diventato necessario, indispensabile.

Sicuramente questa riforma non è perfetta, avrebbe potuto esser scritta meglio, richiede successivi importanti passaggi per portare a compimento il processo innovativo, ma sono stufa dell’immobilismo dovuto alla ricerca della perfezione.
E poi non mi fido di chi, pur avendo votato questa riforma in parlamento, ora la osteggia con tanta animosità e acredine, di chi, pur avendone avuto la possibilità in passato, non è riuscito a fare nulla e ancora oggi ci chiede di lasciare tutto così com’è.

C’è ancora tempo prima del 4 dicembre, ma ogni giorno mi avvicina al sì.

Posted in Opinioni

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